“Come è nato il cavatappi “Ghemme”? Il cavatappi Ghemme è nato perché mi sono accorto che donne e uomini aprono le bottiglie di vino in modo diverso. Le donne spingono con il pollice la leva verso l’alto, gli uomini tirano la leva verso l’alto con le altre quattro dita.
Abbiamo quindi studiato un cavatappi con una doppia curvatura per andare incontro a entrambe le necessità.
Gemme è il primo cavatappi unisex. Sì, ci sentiamo un po’ i genitori di quest’invenzione politicamente corretta.
Certo, per ridisegnare completamente un cavatappi lasciandolo all’apparenza molto simile a quelli più tradizionali bisogna essere dei veri appassionati ed in effetti qui in azienda lo siamo un po’ tutti.
Il Ghemme è uguale agli altri cavatappi pur essendo totalmente diverso. E’ anche migliore? Secondo me si, naturalmente… In primo luogo perché ha la lama per tagliare la capsula sullo stesso lato della doppia leva in acciaio che si estrai prima di affondare la spirale nel turacciolo.
L’ho pensata in questo modo perché così non si deve più girare lo strumento dopo aver aperto la capsula con il coltellino a serramanico; si chiude il coltellino e si apre la leva senza dover girare il cavatappi sotto sopra. Una sottigliezza? Si, forse, ma il design è anche questo, piccoli miglioramenti per rendere più comodi i gesti quotidiani.
Il nostro probabilmente è anche l’unico cavatappi che ha la lama del coltellino convessa e perdipiù montata su un piccolo ammortizzatore che rende molto più morbida l’operazione del taglio della carta stagnola avvolta sul duro vetro della bottiglia. Piccola cosa? Sì, piccola cosa anche questa, ma come ha detto Enzo Mari, il design consiste anche in questo, in tanti piccoli miglioramenti di oggetti quotidiani, anche vecchi di secoli, che sembra impossibile poter migliorare e ridisegnare.
In più, probabilmente, dopo averlo preso in mano per la prima volta, vi chiederete cosa vi da questa sensazione di sicurezza, da dove arriva il piacere di usare questo cavatappi invece di un altro. Ve lo diciamo subito. Arriva dal suo peso, o ancor meglio dalla distribuzione dei pesi. Avere in mano uno strumento che pesa oltre due etti, vi dà la sensazione di avere in mano uno strumento robusto, come il Gemme in effetti è, ma il segreto di quella sensazione sta nella distribuzione dei pesi. Il grosso elemento in acciaio, che sta alla fine della leva, costituisce un vero e proprio contrappeso che sposta il baricentro dell’oggetto. Questo accorgimento aiuto l’ergonomia del cavatappi, attraverso la sua naturale inerzia, all’atto di far girare la spirale nel tappo in sughero. Provate e ne rimarrete stupiti!
Quasi dimenticavo! Il cavatappi Ghemme custodisce anche un altro “segreto” che lo rende unico. Oltre ad avere un doppio snodo e un doppio gradino d’appoggio per il collo della bottiglia – utile per i turaccioli più lunghi – ha una particolare quanto lunga lingua in acciaio che permette di stringere con forza bottiglia e cavatappi insieme, potendo così tirare, o spingere, con l’altra mano, il turacciolo fuori dalla sua sede”.

Enrico Albertini, novembre 2018